DIALISI PERITONEALE: INFORMAZIONI GENERALI

La dialisi peritoneale per depurare il sangue utilizza il peritoneo, un “filtro” naturale che avvolge l’intestino, ricopre gran parte degli organi contenuti nell’addome, si piega su se stesso e va a rivestire internamente la parete addominale. Si forma così, all’interno dell’addome, una cavità chiusa chiamata “cavità peritoneale“, dentro cui viene introdotto il liquido di dialisi che rimuove le scorie e l’acqua in eccesso contenute nel sangue.

Il liquido di dialisi è contenuto in sacche di plastica morbida, trasparente e di volume variabile da 2 a 5 litri, a seconda della dialisi e delle necessità del paziente.

La sua composizione è studiata per ottenere la migliore depurazione e per rimuovere i liquidi in eccesso dall’organismo. Le sacche sono fornite direttamente a domicilio una volta al mese.

Per poter effettuare la dialisi peritoneale, sarà necessario posizionare un catetere, detto catetere peritoneale, all’interno dell’addome. Si tratta di un piccolo tubo di materiale plastico, morbido e flessibile, che serve per poter far entrare e uscire il liquido di dialisi dalla cavità peritoneale. Viene posizionato nella parte inferiore dell’addome mediante un piccolo intervento chirurgico, quasi sempre in anestesia locale. Questo catetere è definito “permanente” poichè è lasciato in addome e dunque permane in questa sede per tutto il tempo in cui si farà la dialisi peritoneale. Solo in casi particolari (infezioni gravi o malfunzionamento) dovrà essere sostituito mediante un nuovo intervento. Per questo motivo bisogna avere molta cura, mediante una corretta igiene ed il rispetto della sterilità, di questa particolare zona.

Un termine che in questo tipo di dialisi si utilizza spesso è quello di Emergenza Cutanea. Emergenza in questo caso non ha il significato di “una cosa urgente”, ma indica il punto in cui il catetere peritoneale, dall’interno dell’addome esce dalla pancia, appunto. Quindi “emerge”.

L’utilizzo del catetere non provoca dolore. La prima volta si può sentire il liquido che entra nell’addome ma non sarà doloroso.

ESISTONO DUE TECNICHE DISTINTE PER LA DIALISI PERITONEALE, CON O SENZA LA MACCHINA PER LA DIALISI:

CAPD

Dialisi peritoneale ambulatoriale continua

La Dialisi Peritoneale Ambulatoriale Continua (CAPD) è effettuata senza l’ausilio di una macchina e con questa tecnica il paziente introduce manualmente il liquido di dialisi nel peritoneo. Si utilizzano sacche con liquido di dialisi sterile che, ad orari fissati con il medico, sono utilizzate per lo “scambio dialitico” (o cambio sacca). Per una buona dialisi sono necessari, mediamente, quattro scambi dialitici al giorno, con soluzioni di dialisi prescritte dallo specialista nefrologo. Ogni scambio dura circa 45 minuti ed è solitamente effettuato al risveglio, all’ora di pranzo, nel tardo pomeriggio e prima di coricarsi.

APD

Dialisi peritoneale automatizzata

La dialisi peritoneale automatizzata (APD) è quel tipo di dialisi peritoneale in cui gli scambi del liquido di dialisi avvengono grazie all’ausilio di una macchina e che si esegue durante la notte, mentre il paziente dorme. Generalmente una dialisi notturna dura tra le otto e le dieci ore e la macchina esegue automaticamente una serie di cicli (carico-sosta-scarico) in base alle esigenze cliniche e di depurazione.
Dopo un adeguato corso di formazione (training) in ospedale realizzato con il supporto del personale infermieristico, il paziente impara a conoscere il funzionamento della macchina, le modalità di attacco e stacco delle linee di dialisi. Queste modalità dovranno essere eseguite con grande attenzione dal paziente, in scrupolosa osservanza degli insegnamenti ricevuti dall’infermiera/e e/o dal nefrologo.

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